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Ferrari 250 GTO #96 Rosso 1962 Bburago 1:18

Ferrari 250 GTO #96 Rosso 1962 Bburago 1:18
Prezzo attuale: 56,00 
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Ferrari
Casa produttrice
Bburago
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
3011-N1
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Ferrari 250 GTO #96 Rosso 1962 Bburago 1:18

TL;DR: La Ferrari 250 GTO #96 di Bburago è un modellino diecast in scala 1:18, carrozzeria rossa e apribili funzionanti. Riproduce in formato accessibile la GT che vinse la classe a Le Mans tre stagioni consecutive, di cui sopravvivono appena 36 esemplari originali: un ingresso economico nel mito della GTO, non un pezzo da collezione di fascia alta.

Poche sigle nell'automodellismo pesano quanto GTO. Bburago la interpreta in diecast accessibile, un'occasione per avere sullo scaffale la linea di Scaglietti senza rincorrere le tirature limitate in resina che affollano il collezionismo Ferrari.

La costruzione diecast Bburago della 250 GTO 1:18

Il corpo è interamente in zama, la lega che dà ai diecast quel peso rassicurante appena si solleva il modellino dalla confezione. Cofano e portiere si aprono su cerniere semplici, funzionali ma lontane dalla precisione millimetrica delle resine artigianali: i giochi tra le carrozzerie restano più larghi, la vernice rossa è uniforme ma priva della profondità che una laccatura a più mani ottiene. È la logica di un diecast di fascia accessibile, pensato per portare la GTO a un pubblico ampio piuttosto che rincorrere la precisione da vetrina dei costruttori specializzati in resina. Il risultato si giudica per quello che è: una GTO riconoscibile a colpo d'occhio, con proporzioni fedeli e un prezzo che permette di completare una collezione Ferrari degli anni sessanta senza il budget riservato ai pezzi da investimento.

La GTO e la sua eredità nelle corse GT

La 250 GTO nacque per l'omologazione GT: ne furono costruiti appena 36 esemplari, con carrozzeria firmata Scaglietti su base aerodinamica di Bizzarrini e un dodici cilindri Colombo sotto il lungo cofano. Vinse la classe GT a Le Mans tre stagioni consecutive, un primato che ha reso gli originali tra le automobili più contese nelle aste di auto d'epoca. Per il collezionista italiano, cresciuto nel culto del Cavallino e delle corse endurance, la GTO resta un nome che pesa più di molte supercar più recenti. In vetrina, questo esemplare numero 96 lavora bene accanto ad altre Ferrari da competizione dell'epoca, formando una piccola cronologia delle GT che hanno definito Maranello prima dell'era turbo.

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