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Lamborghini Urraco Giallo Kyosho 1:18

Lamborghini Urraco Giallo Kyosho 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Lamborghini
Casa produttrice
Kyosho
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Nuovo
SKU
08446GY
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Lamborghini Urraco Giallo Kyosho 1:18

TL;DR: Il Kyosho Lamborghini Urraco 1:18 Giallo riproduce in diecast la coupé 2+2 disegnata da Marcello Gandini per Bertone, il progetto con cui Lamborghini puntò a un pubblico più ampio negli anni Settanta. Carrozzeria pressofusa, cofano e portiere apribili, motore V8 posteriore centrale. Un capitolo meno noto ma fondamentale della storia di Sant'Agata.

Prima del clamore mediatico riservato a Miura e Countach, Lamborghini provò a costruire un'auto per un pubblico più largo. L'Urraco nacque da questa ambizione, e la sua storia commerciale complicata la rende oggi un soggetto di scoperta più che di ostentazione per il collezionista italiano.

La Lamborghini pensata per un pubblico più ampio

Lanciata nel 1973, l'Urraco rispondeva a una domanda precisa in casa Lamborghini: come raggiungere volumi di vendita superiori a quelli di una supercar a dodici cilindri senza rinunciare al carattere del marchio. La risposta fu una 2+2 compatta, pensata per competere con la Ferrari Dino e la Porsche 911, più abbordabile ma non meno esigente da guidare. Le versioni successive, come la P300, portarono la cilindrata a tre litri, un ulteriore tentativo di rendere il progetto più competitivo sul mercato internazionale.

Gandini e Bertone dietro le linee

Le forme dell'Urraco portano la firma di Marcello Gandini per la carrozzeria Bertone, lo stesso incontro creativo che aveva già generato Miura e Countach. Qui però il linguaggio si fa più contenuto: superfici tese ma meno estreme, proporzioni pensate per un uso quotidiano piuttosto che per il solo effetto scenico. È una lezione di design applicata a un progetto più modesto, e per questo forse più interessante da studiare.

V8 centrale e la costruzione diecast Kyosho

Sotto il cofano posteriore lavora un V8 centrale, una configurazione che distingue l'Urraco dai dodici cilindri delle sorelle maggiori e che riflette la ricerca di un'unità meccanica più economica da produrre in serie. Kyosho traduce questa impostazione in un diecast di fascia media, con carrozzeria pressofusa che restituisce il peso caratteristico della lega metallica e proporzioni fedeli alla sagoma compatta della coupé.

Parti apribili e resa del Giallo Lamborghini

Cofano e portiere si aprono su cerniere metalliche, lasciando intravedere un abitacolo semplificato ma coerente nelle proporzioni. La tinta Giallo, colore molto richiesto nella tavolozza Lamborghini dell'epoca, guadagna profondità sotto luce diretta e mette in risalto le linee tese disegnate da Gandini meglio di quanto farebbe una tonalità più scura.

Dimensioni in scala 1:18 accanto a Miura e Countach

Con una lunghezza intorno ai 20-21 centimetri, l'Urraco in scala 1:18 occupa uno spazio più contenuto rispetto a una Miura o a una Countach della stessa scala, coerente con le dimensioni reali della coupé.

Confronto dimensionale con Miura e Countach

Questa differenza dimensionale permette di accostare l'Urraco a modelli più grandi senza rubare loro la scena, e di comporre in vetrina una piccola cronologia Lamborghini che racconti l'intera gamma degli anni Settanta, non solo i modelli più fotografati. Come per ogni diecast dalle superfici ampie, una spolverata regolare con pennello a setole morbide evita che il pigmento giallo perda luminosità nel tempo.

Un pezzo che completa la storia di Sant'Agata

Questa Urraco trova senso soprattutto in una collezione che voglia raccontare Lamborghini oltre i soliti protagonisti: accanto a una Miura o a una Countach, restituisce la dimensione imprenditoriale del marchio, non solo quella spettacolare. Il prezzo diecast accessibile permette di aggiungere questo capitolo senza il budget di un'edizione limitata in resina.

Come valutare la fedeltà di una Urraco in scala

Per giudicare la resa di questa coupé conviene guardare il rapporto tra il muso basso e l'abitacolo compatto: sull'originale la linea del tetto scende dolcemente verso la coda, senza gli spigoli più marcati delle Lamborghini a dodici cilindri. Un modellino ben proporzionato mantiene questa continuità, mentre una sagoma troppo squadrata tradisce una tolleranza produttiva meno curata.

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