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Ferrari 250 GTO Nero Kyosho 1:18

Ferrari 250 GTO Nero Kyosho 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Ferrari
Casa produttrice
Kyosho
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
08431BK
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Ferrari 250 GTO Nero Kyosho 1:18

TL;DR: Il Kyosho Ferrari 250 GTO 1:18 riproduce in pressofusione la berlinetta da competizione degli anni sessanta in una rara colorazione nera. Carrozzeria firmata Scaglietti, linee aerodinamiche curate da Bizzarrini e proporzioni fedeli a una delle Ferrari più vittoriose a Le Mans nella categoria GT.

La 250 GTO viene quasi sempre raccontata in rosso corsa, la livrea che ha corso e vinto a Le Mans. Kyosho sceglie invece il nero, una tinta che cambia completamente la lettura delle superfici scolpite da Scaglietti.

La pressofusione Kyosho e la carrozzeria firmata Scaglietti

Le linee aerodinamiche disegnate da Bizzarrini

La carrozzeria della 250 GTO nasceva da un lavoro di affinamento aerodinamico condotto sotto la supervisione di Giotto Bizzarrini, con la realizzazione delle forme affidata alla carrozzeria Scaglietti. Kyosho rende questo lavoro con un cofano allungato, un lunotto tronco e prese d'aria laterali che seguono le proporzioni originali, mentre le portiere apribili in pressofusione lasciano intravedere un abitacolo spartano, coerente con la vocazione da competizione della vettura.

Il nero come alternativa al rosso corsa

Il nero cambia la percezione dei volumi rispetto al rosso corsa: le superfici curve del cofano e dei parafanghi si leggono attraverso i riflessi piuttosto che attraverso il colore stesso, un effetto che premia una vernice applicata con cura uniforme sotto luce diretta. È una scelta cromatica che difficilmente si incontra tra le riproduzioni della GTO, quasi sempre proposte nella livrea da gara.

La 250 GTO e il predominio nella categoria GT a Le Mans

Tre stagioni di vittorie di classe consecutive

La 250 GTO ha vinto la classifica di categoria GT a Le Mans per tre anni consecutivi, un risultato che nessuna Ferrari da competizione stradale ha più ripetuto con la stessa continuità in quella era. Quel palmarès resta il motivo principale per cui la vettura viene considerata tra le Ferrari da corsa più significative del periodo, al di là della sola estetica della carrozzeria.

Una tiratura ridotta che pesa ancora oggi sul mercato del collezionismo

Comunemente si cita una produzione totale attorno alle 36 unità, una scarsità che ha trasformato gli esemplari originali in alcune delle vetture più ricercate nel mercato delle auto d'epoca da competizione. Quella rarità non si trasferisce al modellino in termini di prezzo, ma spiega perché il soggetto resti un punto fisso nei cataloghi delle Ferrari classiche in scala.

Pressofusione robusta per una berlinetta da competizione

Su una berlinetta con superfici tese come la GTO, la pressofusione Kyosho mantiene comunque una buona leggibilità delle linee, pur con giochi tra i pannelli leggermente più ampi rispetto a quanto offrirebbe una resina sigillata. Il vantaggio della pressofusione resta la possibilità di aprire portiere e cofano motore, mostrando il propulsore V12 che ha spinto la vettura alle sue vittorie di classe. Una resina avrebbe reso più sottili le linee di giunzione lungo il cofano allungato, ma avrebbe sigillato per sempre l'accesso a quel vano motore, un compromesso che su un soggetto da competizione come questo pesa più che su una vettura stradale.

Una GTO fuori livrea in una collezione di Ferrari da corsa

Accanto a esemplari più classici in rosso corsa, questa GTO nera funziona come variante di rottura, utile a chi costruisce una fila dedicata al soggetto in più colorazioni. Alla scala 1:18 la vettura misura circa 20 centimetri di lunghezza, una misura che si integra facilmente in una vetrina dedicata alle Ferrari da competizione degli anni sessanta. È un pezzo che completa una collezione già ricca di GTO in livrea da gara, più che un punto di partenza per chi scopre il soggetto per la prima volta.

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