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Ferrari Testarossa Rosso Kyosho 1:18

Ferrari Testarossa Rosso Kyosho 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Ferrari
Casa produttrice
Kyosho
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
08422R
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Ferrari Testarossa Rosso Kyosho 1:18

TL;DR: La Ferrari Testarossa Kyosho in scala 1:18 riproduce in diecast la coupé rossa del 1990, disegnata da Pininfarina con il dodici cilindri centrale e i celebri fianchi a griglia per il raffreddamento. Apribili funzionanti e proporzioni larghe e basse per un pezzo che rappresenta Maranello tra anni Ottanta e Novanta.

Pochi profili sono riconoscibili come quello della Testarossa, con i suoi fianchi a griglia che nascondono i radiatori del dodici cilindri centrale. Kyosho racconta questa silhouette in scala 1:18 con un rosso che resta la tinta più naturale per raccontare la supercar Pininfarina degli anni Ottanta e Novanta.

La fusione diecast Kyosho e i fianchi a griglia

Proporzioni larghe e vernice rossa profonda

La Testarossa misura oltre due metri di larghezza nella realtà, una proporzione che Kyosho rispetta fedelmente, restituendo quella sensazione di vettura bassa e larghissima che caratterizza il design di Pininfarina. I fianchi a griglia, l'elemento più fotografato dell'auto, sono riprodotti con le fessure orizzontali ben definite e non semplicemente incise sulla superficie. La vernice rossa, applicata in strati uniformi, mostra sotto luce diretta una profondità che esalta le superfici piatte e squadrate tipiche del linguaggio stilistico degli anni Ottanta. Anche i passaruota e le minigonne laterali, spesso appiattiti sui modellini meno curati, mantengono qui il corretto spessore visivo.

Apribili e motore a vista

Il cofano posteriore si apre su cardini metallici solidi per mostrare il dodici cilindri centrale riprodotto con un buon livello di dettaglio, mentre porte e cofano anteriore completano la lista degli apribili funzionanti. I terminali di scarico quadrupli, altro tratto distintivo della Testarossa, sono modellati con la giusta profondità invece di essere ridotti a semplici forature nella carrozzeria. Il peso della fusione zama si percepisce già estraendo il modellino dalla confezione, un indizio di costruzione solida.

Pininfarina e l'ingegneria dietro la silhouette

Un dodici cilindri centrale per una griglia di raffreddamento

La disposizione centrale del motore dodici cilindri richiedeva un sistema di raffreddamento capace di portare aria ai radiatori laterali, e Pininfarina risolse il problema trasformando una necessità tecnica in un elemento distintivo del design: i fianchi a griglia che ancora oggi identificano la Testarossa a colpo d'occhio. Questa impostazione, nata da un'esigenza di raffreddamento, avrebbe poi influenzato il linguaggio stilistico di altre supercar dell'epoca alle prese con motori centrali altrettanto caldi.

Un'icona degli anni Ottanta e Novanta

Prodotta dal 1984 fino all'inizio degli anni Novanta prima di evolversi nella 512 TR, la Testarossa ha attraversato due decenni restando un punto di riferimento del design Ferrari di quel periodo, apprezzata sia da chi cerca la supercar più rappresentativa degli anni Ottanta sia da chi la considera un ponte verso i modelli più moderni.

Un posto centrale tra le supercar in vetrina

Scala 1:18 e la larghezza come elemento di sfida

In scala 1:18 la Testarossa mantiene la sua proporzione larga e bassa, occupando circa 25 centimetri di lunghezza ma richiedendo un ripiano abbastanza profondo per non sacrificare la sensazione di ampiezza. Nella fascia diecast intermedia in cui si colloca questo Kyosho, la combinazione di apribili, motore riprodotto e vernice curata rappresenta un buon equilibrio tra costo e dettaglio, senza raggiungere la profondità delle fusioni sigillate in resina più costose.

Una supercar che non ha bisogno di presentazioni

Accanto ad altre Ferrari a motore centrale degli anni Ottanta e Novanta, la Testarossa funziona come pezzo di raccordo tra la tradizione dei dodici cilindri e l'estetica squadrata di quel decennio. Per chi si avvicina al collezionismo Ferrari partendo da un budget contenuto, la Testarossa resta uno dei punti di ingresso più solidi e riconoscibili.

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