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Austin-Healey Sprite Mk I Open Old English Bianco Kyosho 1:18

Austin-Healey Sprite Mk I Open Old English Bianco Kyosho 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Austin-Healey
Casa produttrice
Kyosho
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
08953EW
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Austin-Healey Sprite Mk I Open Old English Bianco Kyosho 1:18

TL;DR: Il modellino Kyosho 1:18 dell'Austin-Healey Sprite Mk I Old English White riproduce in diecast la spider "Frogeye" del 1958, con cofano apribile e carrozzeria fedele ai fari sporgenti che le diedero il soprannome. Un pezzo affettuoso per chi colleziona roadster britanniche popolari degli anni Cinquanta.

Nessuna Austin-Healey ha un viso così riconoscibile quanto la Sprite Mk I: i due fari montati in cima al cofano, invece che nei parafanghi, le diedero un'espressione quasi da cartone animato e il soprannome "Frogeye" che i collezionisti usano ancora oggi con affetto.

Kyosho e la piccola spider dai fari sporgenti

Diecast, cofano apribile e i fari che raccontano una storia

Il cofano si apre su cerniere solide e rivela un piccolo vano motore semplificato, mentre la sagoma dei due fari rotondi montati in cima resta il dettaglio che identifica immediatamente il soggetto anche a distanza. Kyosho riproduce questa caratteristica con precisione, insieme alla griglia ovale e ai paraurti sottili tipici della Mk I, elementi che sulle versioni successive della Sprite furono progressivamente modificati.

Old English White e le proporzioni compatte

La tinta Old English White, un bianco caldo diffuso su molte vetture sportive britanniche del periodo, valorizza le superfici arrotondate della carrozzeria senza bisogno di cromature vistose. Con una lunghezza di circa 21 centimetri, la Sprite è tra le più compatte in questa scala, un dettaglio che ne facilita l'accostamento con altre piccole roadster inglesi su una stessa mensola. La capote in tessuto mostra un profilo basso coerente con la linea filante della vettura originale, mentre gli interni essenziali, con un cruscotto minimale e sedili stretti, raccontano bene la filosofia di una vettura pensata per il divertimento più che per il comfort.

La Sprite e la democratizzazione della spider inglese

Dal Frogeye alle Sprite successive

Donald Healey progettò la Sprite per offrire il piacere di guida di una vera roadster a un pubblico che non poteva permettersi una Big Healey o una Jaguar, un obiettivo che la produzione presso lo stabilimento MG di Abingdon contribuì a rendere concreto. Meccanica semplice, derivata in parte dall'Austin A35, e un peso contenuto permisero un prezzo accessibile senza sacrificare l'agilità su strada. I fari sporgenti furono una soluzione economica quanto distintiva, ma le generazioni successive della Sprite li integrarono nei parafanghi, perdendo parte di quel carattere così riconoscibile: è proprio questa unicità stilistica a rendere la Mk I la versione più ricercata dai collezionisti, spesso affiancata a MG Midget e Triumph Spitfire nelle vetrine dedicate al genere.

Una spider popolare per la vetrina del collezionista

Il valore del diecast per un soggetto senza pretese

Tra le vetture inglesi in scala 1:18, la Sprite occupa una nicchia più intima rispetto alle grandi Jaguar o Aston Martin, ma proprio questa modestia di origine è parte del suo fascino: non era pensata per impressionare, ma per divertire con un budget contenuto, e il modellino Kyosho restituisce questo spirito senza pretese eccessive di dettaglio meccanico. Il diecast, con il suo peso concreto e il cofano apribile, privilegia la sensazione tattile rispetto alla precisione millimetrica di una resina sigillata. In vetrina, una luce laterale morbida esalta la rotondità dei parafanghi meglio di un faretto diretto, che rischia di appiattire le superfici curve tipiche del design britannico di questo periodo.

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