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Porsche 356C Carrera 2 Verde Scuro Maxichamps 1:43

Porsche 356C Carrera 2 Verde Scuro Maxichamps 1:43
Prezzo attuale: 39,00 €
2 pezzi rimasti
Consegna stimata: 29 ott – 2 nov 2026
Spedizione da 8,50 € Tracciata e assicurata
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Pagamento sicuro con
Caratteristiche
Marca automobilistica
Porsche
Casa produttrice
Maxichamps
Scala
1:43
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Nuovo
SKU
940062360
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Porsche 356C Carrera 2 Verde Scuro Maxichamps 1:43

TL;DR: Il Maxichamps Porsche 356C Carrera 2 è un modellino in pressofusione in scala 1:43 della coupé del 1963, in verde scuro. La carrozzeria è un unico pezzo, senza parti apribili, e punta tutto su linea e vernice. Rappresenta una delle 356 più sportive del suo tempo, con motore a quattro alberi a camme.

Tra tutte le 356, la Carrera 2 è quella che i puristi citano a bassa voce. Motore più raffinato, freni a disco, produzione ridotta: sulla strada era un'auto per pochi. In vetrina diventa accessibile. Il Maxichamps Porsche 356C Carrera 2 in verde scuro offre la forma tondeggiante della coupé senza chiedere né spazio né un budget da pezzo d'epoca.

Maxichamps Porsche 356C Carrera 2 1:43 in verde scuro

Una coupé dalle curve continue

La 356 è una macchina fatta di raccordi morbidi, senza spigoli a spezzare la linea dal paraurti anteriore a quello posteriore. Questo mette alla prova qualsiasi pressofusione: se la curva del padiglione o del parafango è sbagliata, lo si nota subito in controluce. La carrozzeria qui è in un solo pezzo, senza parti apribili, e quindi le giunzioni tra portiere e cofano sono semplici linee incise, uniformi lungo tutta la lunghezza. Il verde scuro nasconde i difetti meno di quanto si pensi: sotto una lampada rivela la profondità della vernice e fa risaltare cromature e paraurti.

Cosa controllare nei dettagli a questa scala

Con la 356 contano i particolari piccoli: i paraurti con le protezioni verticali, i copricerchi tondi, la calandra posteriore, il vetro curvo del lunotto. A 1:43 sono resi con piccole forme fuse e con la stampa, e si giudicano dal contorno netto e dall'assenza di sbavature. La coupé reale è lunga poco meno di quattro metri, quindi il modello misura circa nove centimetri. Il peso del metallo lo rende stabile sul ripiano. Non aspettarsi un abitacolo ricco: attraverso i vetri l'interno si intuisce più di quanto si ispezioni, ed è una scelta coerente per una pressofusione di fascia accessibile.

La Carrera 2 nella storia della 356

Quattro alberi a camme e freni a disco

La 356C, prodotta dal 1963 al 1965, è l'ultima evoluzione della 356 e la prima ad avere freni a disco su tutte e quattro le ruote. La variante Carrera 2 montava un motore boxer di due litri con distribuzione a quattro alberi a camme, derivato dalla tecnica delle vetture da corsa Porsche. Era costosa, rumorosa e difficile da mettere a punto, e fu costruita in pochissimi esemplari. Per questo la maggior parte dei collezionisti la incontra solo in forma di modello, e la scala 1:43 è il modo più semplice di avere una Carrera 2 senza dover cercare un esemplare originale.

Un anello di congiunzione verso la 911

Nel 1963 la 911 era alle porte, e la 356C chiude un ciclo iniziato alla fine degli anni Quaranta. Una Carrera 2 in verde scuro raccoglie in un solo oggetto la maturità tecnica di quella famiglia e il suo stile sobrio. Accanto a una 911 delle prime serie mostra il passaggio da coupé tonda a coupé più squadrata, una lettura facile da fare in vetrina. Per l'automodellismo italiano, abituato a guardare alla linea come a un valore, la 356 è una lezione di proporzioni: poche forme, ben disegnate, nessun orpello.

Come inserirla in una collezione

Questa 356C si colloca bene in una vetrina cronologica Porsche, tra la 550 e le prime 911, oppure in una serie di coupé europee degli anni Sessanta. Il verde scuro dà un tono sobrio, adatto a chi preferisce tinte meno appariscenti del rosso o dell'argento. Come per ogni modello in pressofusione di fascia accessibile, i dettagli sono semplificati: l'obiettivo è la forma, il peso e la coerenza della vernice. Tenerla lontana dal sole e dalla polvere, e afferrarla dalla base, non dal tetto. Chi sta pensando di ordinare un 1:43 per iniziare una raccolta di Porsche storiche troverà qui un buon punto di partenza, senza impegni eccessivi.

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