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Nissan Fairlady 240ZG Marrone Kyosho 1:18

Nissan Fairlady 240ZG Marrone Kyosho 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Nissan
Casa produttrice
Kyosho
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
08217M
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Nissan Fairlady 240ZG Marrone Kyosho 1:18

TL;DR: Il Kyosho Nissan Fairlady 240ZG 1:18 riproduce in diecast la coupé marrone del 1971, variante giapponese con muso allungato G-nose e fari a scomparsa, mai esportata ufficialmente. Disegnata da Yoshihiko Matsuo, la Fairlady Z divenne fuori dal Giappone la celebre 240Z. Zama solida e apribili per un soggetto JDM distintivo.

Il muso allungato della versione G nasconde una storia tutta giapponese: mentre il mondo conosceva la Fairlady Z come 240Z, il mercato interno riceveva una variante con fari a scomparsa mai vista fuori dai confini nazionali.

Kyosho e la Nissan Fairlady 240ZG 1:18 in diecast

Zama, muso G-nose e fari a scomparsa

Kyosho fonde il corpo in zama, riproducendo con precisione il muso allungato che distingue la ZG dalla Fairlady Z standard, un allungamento pensato per integrare i fari a scomparsa e migliorare al contempo la penetrazione aerodinamica. Questa configurazione, esclusiva del mercato giapponese, cambia sensibilmente il profilo frontale rispetto alla 240Z esportata, con un muso più affilato e meno arrotondato. Il peso concreto della zama trasmette la solidità costruttiva della coupé reale, mentre le superfici del cofano allungato restano uniformi anche nei punti di maggiore curvatura, senza le irregolarità di stampaggio che comprometterebbero un muso così caratteristico. È un dettaglio che distingue immediatamente questo modello da qualsiasi comune riproduzione di 240Z generica.

Apribili e la tinta marrone da mercato interno

Cofano e portiere si aprono su cerniere metalliche, rivelando un abitacolo essenziale ma corretto nelle proporzioni, con la plancia strumenti tipica della Fairlady Z di quegli anni. I fari a scomparsa, azionabili nella vettura reale, sono riprodotti nella loro configurazione chiusa, coerente con la linea filante del muso G-nose. La tinta marrone, meno diffusa nei mercati export rispetto al giallo o all'arancio ma comune sulle versioni giapponesi, mette in risalto le superfici pulite disegnate da Matsuo. Kyosho, specializzato da anni nella riproduzione di vetture JDM, applica a questo soggetto la stessa attenzione riservata alle Skyline della stessa epoca.

La Fairlady Z e la nascita di una sportiva accessibile

Yoshihiko Matsuo e un disegno pensato per l'esportazione

Yoshihiko Matsuo disegnò la Fairlady Z con l'obiettivo esplicito di conquistare il mercato americano, dove le sportive europee restavano fuori dalla portata economica di molti appassionati. Il risultato fu una coupé con proporzioni classiche, cofano lungo e coda corta, capace di competere visivamente con vetture ben più costose pur mantenendo un prezzo accessibile e una meccanica semplice da mantenere. Questa filosofia, applicare un disegno raffinato a una base tecnica pragmatica, anticipò di anni un approccio che altri marchi giapponesi avrebbero poi seguito per conquistare i mercati occidentali con le proprie sportive.

240Z all'estero, Fairlady Z e G-nose in Giappone

Fuori dal Giappone la vettura debuttò come Datsun 240Z, un successo commerciale che portò le sportive giapponesi a essere prese sul serio dagli appassionati occidentali per la prima volta su larga scala. In patria, con il nome Fairlady Z, il mercato interno riceveva configurazioni proprie come questa ZG, pensate per un pubblico che apprezzava dettagli distintivi come il muso allungato e i fari a scomparsa. Per il collezionismo JDM, la ZG rappresenta proprio questa doppia identità del modello: una vettura conosciuta ovunque con un nome, ma disponibile in patria con una configurazione tecnica ed estetica differente.

Una variante distintiva per la collezione JDM

Accanto a una 240Z export standard, questa ZG marrone racconta la versione che il mercato giapponese riservava a sé stesso, un dettaglio che pochi collezionisti fuori dal Giappone conoscono davvero bene. Restano assenti, come in ogni diecast a questo livello, gli interni in resina sigillata delle produzioni artigianali di fascia alta, ma la precisione del muso G-nose e la solidità della zama restano argomenti concreti per chi vuole acquistare una Fairlady Z con una configurazione meno comune. Per chi costruisce una collezione JDM approfondita, questa variante vale più di una semplice 240Z generica.

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