
Ferrari Dino 246 GT Rosso Dino Norev 1:18

Risparmi 3,75 €
Prezzo più basso dei 30 giorni precedenti alla riduzione: 75,00 €
Caratteristiche
- Marca automobilistica
- Ferrari
- Casa produttrice
- Norev
- Scala
- 1:18
- Materiale
- Pressofusione
- Stato del modello
- Modello Nuovo
- SKU
- 187801
- Anno
- 1968
- Epoca
- 1960s
- Tipo di carrozzeria
- Coupé
- Classe di veicolo
- Sport Classiche
- Parti apribili
- Sì
- Stato della confezione
- Nuovo
- Tipo di modello
- Modelli Stradali
- EAN / GTIN
- 3551091878018
Informazioni su Ferrari Dino 246 GT Rosso Dino Norev 1:18
TL;DR: Il modellino Norev 1:18 della Ferrari Dino 246 GT riproduce in pressofusione la coupé disegnata da Pininfarina nel 1968, qui in Rosso Dino. Portiere e cofano motore si aprono, mostrando l'abitacolo e il V6 centrale che diede il nome a una vettura venduta senza il cavallino Ferrari.
Negli anni Sessanta Enzo Ferrari scelse di lanciare un marchio parallelo, Dino, per vendere una coupé a motore centrale senza il cavallino rampante in mostra. Pininfarina firmò una delle carrozzerie più fluide dell'epoca, e il V6 che portava il nome del figlio di Enzo definì un capitolo a sé nella storia di Maranello. Norev la riproduce in scala 1:18 nella tinta Rosso Dino.
Apertura di cofano e portiere e il V6 centrale
Portiere e vano motore accessibili
Su questo modellino portiere e cofano motore si aprono, lasciando vedere un abitacolo stretto e avvolgente, tipico delle gran turismo a motore centrale di fine anni Sessanta, e il blocco del V6 posizionato davanti all'asse posteriore. Poter sollevare il cofano posteriore ha un valore particolare su una Dino, perché quel propulsore rappresenta il cuore dell'intera operazione commerciale pensata da Ferrari per competere nel segmento delle gran turismo più accessibili. La cinematica delle portiere, sottile e priva di giochi eccessivi, lascia intuire la cura riposta da Norev nel trattare una scocca dalle superfici così complesse come quella della 246 GT. Anche il volante a tre razze e la leva del cambio a vista, elementi tipici delle Ferrari stradali di quegli anni, sono riprodotti con un livello di dettaglio che premia chi osserva il modello da vicino.
Linee Pininfarina e la tinta Rosso Dino
La carrozzeria disegnata da Pininfarina gioca su superfici tese e un muso basso che anticipa soluzioni viste poi su altre gran turismo italiane. Il Rosso Dino, una tinta leggermente più calda e meno aranciata del classico Rosso Corsa, viene riprodotta con attenzione alla profondità del colore, che sul pressofuso risalta sotto una luce diretta mettendo in evidenza le superfici bombate dei passaruota. I gruppi ottici a scomparsa e le prese d'aria laterali, elementi distintivi della Dino, sono trattati con la stessa cura riservata al resto della carrozzeria.
La Dino, la gran turismo nata senza il cavallino
Un marchio a parte per una nuova filosofia
Enzo Ferrari decise di non applicare il proprio nome a questa coupé a motore centrale, preferendo il marchio Dino, dedicato al figlio Alfredo scomparso prematuramente e legato allo sviluppo del motore V6. La scelta rispondeva anche a una logica commerciale: posizionare un prodotto più accessibile accanto alle Ferrari dodici cilindri senza diluire il prestigio del marchio principale. Solo più tardi, con il tempo, la Dino 246 GT venne pienamente riconosciuta come una Ferrari a tutti gli effetti, e oggi è ricercata proprio per questa storia particolare che la rende diversa da ogni altra vettura di Maranello.
Il V6 e l'eredità della Dino nella gamma Ferrari
Il layout a motore centrale, insolito per una Ferrari stradale dell'epoca, anticipò soluzioni che sarebbero diventate la norma sulle generazioni successive di gran turismo del marchio. Il V6, sviluppato anche in collaborazione con Fiat per ragioni di omologazione in Formula 2, resta uno dei propulsori più studiati dagli appassionati di storia Ferrari. Collezionare una Dino significa quindi avere in vetrina non solo una delle coupé più eleganti disegnate da Pininfarina, ma anche un pezzo di passaggio tecnico che ha aperto la strada al Ferrari moderno a motore centrale. Accanto a una 308 o a una Testarossa, questa Dino permette di costruire in vetrina una linea coerente dell'evoluzione del motore centrale in casa Ferrari, dagli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, un percorso che pochi altri marchi possono vantare.
Una Ferrari fuori dagli schemi per la vetrina
In scala 1:18 la Dino 246 GT mantiene proporzioni compatte rispetto alle Ferrari dodici cilindri dello stesso periodo, un formato che si adatta bene anche a vetrine con spazio limitato. Il prezzo resta generalmente più accessibile rispetto ad altre Ferrari classiche in scala, pur mantenendo portiere e cofano apribili e una qualità costruttiva coerente con il nome Norev. Per chi colleziona le gran turismo italiane degli anni Sessanta, la Dino in Rosso Dino rappresenta un punto di partenza solido, prima di affrontare soggetti più costosi e ricercati della stessa epoca. La tinta Rosso Dino, meno diffusa del Rosso Corsa sui modellini Ferrari in commercio, aggiunge inoltre una nota di originalità a chi possiede già altre Ferrari rosse in collezione, un dettaglio che i veri intenditori sanno riconoscere.















