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Alpine A110 1600 SC Blu Kyosho 1:18

Alpine A110 1600 SC Blu Kyosho 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Alpine
Casa produttrice
Kyosho
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
08482BL
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Alpine A110 1600 SC Blu Kyosho 1:18

TL;DR: Il Kyosho Alpine A110 1600 SC 1:18 riproduce in diecast la berlinetta blu del 1974, vettura leggera in fibra di vetro su telaio a traliccio che dominò il rally europeo dei primi anni settanta. Motore posteriore Renault e maneggevolezza superiore alle rivali portarono l'Alpine al primo titolo Mondiale Marche del 1973.

Mentre altri costruttori inseguivano la potenza pura, Alpine puntò tutto sulla leggerezza, e la A110 dimostrò che un peso contenuto poteva contare più di ogni cavallo aggiuntivo sulle strade sterrate del rally europeo dei primi anni settanta.

Kyosho e l'Alpine A110 1600 SC 1:18 in diecast

Zama, linee filanti e la tinta blu da rally

Kyosho realizza il corpo in zama, una scelta che sulla A110 pesa in modo particolare, perché l'originale nasceva proprio dalla ricerca opposta: una carrozzeria in fibra di vetro montata su un telaio a traliccio d'acciaio per contenere il peso al minimo. Il diecast in scala non può replicare quella leggerezza estrema, ma restituisce le linee filanti disegnate per la berlinetta, con il muso basso e affusolato e la coda tronca tipica delle vetture da rally di quell'epoca. La tinta blu, colore ricorrente sulle Alpine da competizione, mostra sotto luce diretta una superficie compatta e uniforme, senza le irregolarità di stampaggio che si notano più facilmente sulle carrozzerie a curvatura così pronunciata.

Apribili e dettagli di una berlinetta leggera

Cofano e portiere si aprono su cerniere metalliche, mostrando il motore Renault montato in posizione posteriore, una scelta tecnica che contribuiva alla trazione sulle superfici scivolose del rally insieme al peso ridotto complessivo della vettura. I cerchioni riprendono il disegno delle ruote da competizione dell'epoca, montati con l'offset corretto per restare a filo dei passaruota compatti della berlinetta. Per un collezionista che confronta più Alpine in scala, la fedeltà delle proporzioni generali, più che il singolo dettaglio meccanico, resta l'elemento che distingue una riproduzione riuscita da una generica coupé francese senza carattere.

L'A110 e il primo Mondiale Marche del rally

Leggerezza contro potenza: la filosofia Alpine

Jean Rédélé costruì Alpine attorno a un'idea semplice: se non si può competere in potenza con i motori più grandi, si può competere sottraendo peso alla vettura. La A110, con la sua carrozzeria in fibra di vetro e la meccanica derivata dalla produzione Renault, applicò questa filosofia fino alle estreme conseguenze, ottenendo una maneggevolezza sulle strade sterrate che le rivali più pesanti non potevano replicare. Questo approccio, tanto pragmatico quanto efficace, permise a una piccola casa francese di competere alla pari con i grandi costruttori europei sui palcoscenici rally più importanti del continente.

Il titolo del 1973 e l'eredità nel rally francese

Questa filosofia della leggerezza portò l'Alpine al primo titolo del Campionato Mondiale Marche rally nel 1973, appena introdotto quell'anno, un risultato che consolidò la A110 come una delle vetture più rappresentative del rally europeo dei primi anni settanta. Per il collezionismo italiano, che segue con attenzione anche il rally francese oltre a quello nazionale, la A110 blu occupa un posto di rilievo accanto ai soggetti Lancia e Fiat della stessa epoca, raccontando come il dominio rally di quegli anni non fosse esclusivamente italiano.

Un riferimento francese per la collezione rally

Accanto a una Lancia Stratos o a una Fiat 131 Abarth, questa Alpine A110 blu introduce una prospettiva diversa sul rally degli anni settanta, quella della leggerezza estrema contro la potenza bruta. Restano assenti, come in ogni diecast a questo livello, gli interni in resina sigillata delle produzioni artigianali di fascia alta, ma la fedeltà delle linee filanti e la solidità della zama restano argomenti concreti per chi vuole acquistare questa berlinetta senza affrontare i prezzi delle rarissime vetture originali sopravvissute. Per chi colleziona il rally europeo nella sua interezza, la A110 resta un passaggio quasi obbligato.

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