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Maserati Khamsin Grey Metallic Minichamps 1:43

Maserati Khamsin Grey Metallic Minichamps 1:43
Prezzo attuale: 189,00 
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Maserati
Casa produttrice
Minichamps
Scala
1:43
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Nuovo
SKU
437123220
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Maserati Khamsin Grey Metallic Minichamps 1:43

TL;DR: La Maserati Khamsin Minichamps in scala 1:43 riproduce la coupé disegnata da Bertone che sostituì la Ghibli al vertice Maserati a metà anni Settanta. La carrozzeria pressofusa è un corpo unico sigillato, finita in grigio metallizzato, pensata per chi colleziona le gran turismo del Tridente nate durante la parentesi Citroën della casa di Modena.

Il nome Khamsin appartiene al vento caldo del Sahara, e come gli altri modelli Maserati battezzati da correnti d'aria, Ghibli, Mistral, Bora, porta con sé un'idea di velocità e di forza della natura. Nata mentre Citroën controllava Maserati, la Khamsin porta in dote una tecnologia idraulica di origine francese applicata a una meccanica italiana, un'ibridazione rara nella storia della casa del Tridente.

La Khamsin tra design Bertone e tecnologia Citroën

Marcello Gandini e la linea tesa della coupé Maserati

Presentata nel 1974, la Khamsin sostituisce la Ghibli come coupé di punta Maserati, con una linea firmata da Marcello Gandini per Bertone che abbandona le curve morbide della predecessora in favore di superfici tese e spigoli marcati. Il tratto più riconoscibile resta il grande pannello di vetro che avvolge la coda e racchiude i gruppi ottici posteriori, una soluzione stilistica audace per l'epoca che distingue immediatamente la Khamsin da ogni altra gran turismo del periodo. Sotto il cofano lavora un V8 di quasi cinque litri, l'ultima grande unità a otto cilindri sviluppata da Maserati prima dei cambiamenti di proprietà degli anni successivi.

L'eredità idraulica Citroën su una gran turismo italiana

Durante la produzione della Khamsin, Maserati era sotto il controllo di Citroën, e questa parentesi lascia un segno tecnico preciso sulla vettura: freni, servosterzo e persino l'alzata dei fari a scomparsa utilizzano l'impianto idraulico ad alta pressione tipico delle Citroën dell'epoca, un sistema del tutto estraneo alla tradizione meccanica italiana. È uno degli episodi più insoliti nella storia dell'industria automobilistica europea, quando due filosofie ingegneristiche così diverse convivono nello stesso modello. Per il collezionista, conoscere questo retroscena aggiunge un livello di lettura alla Khamsin: non è solo una coupé Bertone, ma un documento tecnico di un'epoca di fusioni industriali complesse.

La resa Minichamps in scala 1:43

Corpo unico sigillato e superfici tese di Gandini

Le linee squadrate disegnate da Gandini si prestano particolarmente bene a una carrozzeria pressofusa a corpo unico sigillato: senza portiere o cofano apribili, gli spigoli vivi e i piani tesi della Khamsin restano ininterrotti dal parabrezza al grande pannello di vetro posteriore. Minichamps sfrutta questa geometria per ottenere linee di giunzione pulite lungo tutta la fiancata, un risultato che su forme più curve sarebbe meno evidente. È una scelta costruttiva che premia proprio il disegno originale della vettura, valorizzando la sua identità più radicale rispetto alle Maserati precedenti.

Il grigio metallizzato e il carattere sobrio della Khamsin

Il grigio metallizzato si adatta particolarmente bene al carattere quasi industriale della Khamsin, una tinta che asseconda le superfici piane invece di contrastarle con riflessi vivaci. Sotto una luce diretta, la grana metallizzata rivela la profondità della vernice lungo i pannelli laterali, mentre il grande pannello posteriore in vetro, reso in trasparenza sul modellino, resta l'elemento che cattura immediatamente l'attenzione. Rispetto alle tinte rosse più tipiche delle Maserati classiche, questo grigio comunica un'eleganza più fredda e tecnica, coerente con l'immagine quasi futuristica che la Khamsin aveva al debutto, in piena epoca di sperimentazione stilistica Bertone.

Khamsin, Ghibli e Bora: il confronto tra le coupé Bertone Maserati

La Khamsin non è l'unica gran turismo Maserati firmata Bertone: la Ghibli che precede e la Bora che convive parzialmente con essa condividono la stessa matrice progettuale, pur con soluzioni tecniche diverse. La Bora, ad esempio, sposta il motore in posizione centrale, una scelta più radicale rispetto al layout a motore anteriore mantenuto dalla Khamsin. Per chi costruisce una vetrina dedicata alle coupé Bertone degli anni Settanta, allineare questi modelli in scala 1:43 permette di leggere le differenze di impostazione tecnica senza il costo e lo spazio richiesti dalla scala 1:18. Minichamps si colloca in questo contesto in una fascia di mercato intermedia: al di sopra della produzione generalista, ma al di sotto delle resine artigianali a tiratura fortemente limitata che richiedono una lavorazione manuale prolungata. La carrozzeria sigillata di questa Khamsin non è un compromesso di fascia, ma una conseguenza della complessità geometrica delle superfici disegnate da Gandini, meglio gestite come corpo unico che come assemblaggio di pannelli apribili.

Un tassello raro per la vetrina del Tridente anni Settanta

Meno celebrata della Ghibli e meno radicale della Bora, la Khamsin resta comunque una delle Maserati più interessanti da collezionare proprio per la sua posizione di cerniera tra due epoche tecniche e stilistiche della casa di Modena. Il grigio metallizzato di questo esemplare, abbinato al formato compatto della scala 1:43, ne fa un pezzo elegante e discreto, capace di dialogare sia con le coupé Bertone dello stesso decennio sia con le Maserati più recenti a motore Ferrari. È un acquisto che premia chi conosce già la storia del marchio e cerca un capitolo meno battuto ma altrettanto significativo. Accanto a una Ghibli o a una Indy, la Khamsin completa il racconto delle gran turismo Maserati degli anni Settanta.

189,00 
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