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Aston Martin DB7 Buckinghamshire Green Cult Models 1:18

Aston Martin DB7 Buckinghamshire Green Cult Models 1:18
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Consegna stimata: 21-25.08.2026
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Caratteristiche
Marca automobilistica
Aston Martin
Casa produttrice
Cult Models
Scala
1:18
Materiale
Resina
Stato del modello
Modello Nuovo
SKU
CML187-1
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su Aston Martin DB7 Buckinghamshire Green Cult Models 1:18

TL;DR: L'Aston Martin DB7 1:18 di Cult Models riproduce in resina verde Buckinghamshire la Gran Turismo presentata nel 1993 sotto la gestione Ford, disegnata da Ian Callum. Segnò la rinascita commerciale del marchio britannico dopo anni difficili, un soggetto elegante per chi colleziona Aston Martin classiche.

Negli anni difficili prima del 1993, Aston Martin produceva poche decine di auto l'anno: la DB7 ha cambiato radicalmente questa scala, portando il marchio verso volumi mai visti prima.

Cult Models e la resina per le linee di Ian Callum

Il disegno della DB7, firmato da un giovane Ian Callum ancora all'inizio della carriera che lo avrebbe poi portato a Jaguar, si distingue per proporzioni allungate, un cofano lungo e una coda fluida che richiama le Aston Martin più classiche senza copiarle direttamente. Riprodurre questa continuità di linee in resina permette a Cult Models di restituire senza interruzioni visibili il passaggio dal parafango al montante, un aspetto su cui il pressofuso a questa scala introdurrebbe più facilmente giunture indesiderate. Il verde Buckinghamshire, tonalità profonda e British per eccellenza, valorizza la lunghezza della carrozzeria sotto luce diretta, mostrando la profondità della vernice tipica delle Gran Turismo inglesi di fascia alta. Trattandosi di resina sigillata, senza parti apribili, l'attenzione resta tutta sulla continuità delle superfici e sulla fedeltà delle proporzioni generali.

La DB7 e la rinascita commerciale di Aston Martin

Sotto la proprietà Ford, Aston Martin ha potuto contare su risorse di sviluppo prima impensabili per un marchio artigianale di queste dimensioni, e la DB7 ne è stata la prima e più evidente dimostrazione. Basata tecnicamente su componenti condivisi con altri marchi del gruppo, la DB7 ha permesso ad Aston Martin di produrre finalmente in numeri sufficienti a garantire un futuro economico solido, aprendo la strada ai modelli più celebri degli anni 2000. Per il collezionista italiano appassionato di Gran Turismo britanniche, la DB7 rappresenta un capitolo di svolta imprescindibile, il ponte tra l'Aston Martin quasi artigianale del passato e il marchio globale che conosciamo oggi. Osservare oggi la DB7 in scala 1:18 significa osservare l'auto che ha reso possibile tutto ciò che Aston Martin ha costruito nei tre decenni successivi.

Un pezzo che racconta una rinascita più che una rivoluzione stilistica, importante proprio per il ruolo industriale che ha giocato nella storia recente del marchio, prima delle DB9 e delle Vantage che ne avrebbero consolidato il successo.

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