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BMW 3.5 CSL E9 #59 P. Gregg Winner Daytona 24 Hours 1976 Minichamps 1:18

BMW 3.5 CSL E9 #59 P. Gregg Winner Daytona 24 Hours 1976 Minichamps 1:18
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Caratteristiche
Marca automobilistica
BMW
Casa produttrice
Minichamps
Scala
1:18
Materiale
Pressofusione
Stato del modello
Modello Usato
SKU
180762959
100% autentico Direttamente dai produttori
Imballo 5 strati Interno in schiuma protettiva
Resi facili 14 giorni, senza motivazioni
Pagamento sicuro Crittografia SSL 256 bit

Informazioni su BMW 3.5 CSL E9 #59 P. Gregg Winner Daytona 24 Hours 1976 Minichamps 1:18

TL;DR: Minichamps riproduce in scala 1:18 la BMW 3.5 CSL #59 di Peter Gregg, la 'Batmobile' che nel 1976 vinse a sorpresa la 24 Ore di Daytona battendo prototipi più potenti. Diecast con appendici aerodinamiche IMSA e livrea originale, pensato per chi colleziona touring car americane degli anni Settanta.

Negli anni Settanta il regolamento IMSA permetteva soluzioni aerodinamiche estreme, e BMW le portò all'eccesso con la CSL. Il risultato fu una vettura capace di piegare regolarmente prototipi ben più costosi, come dimostrò a Daytona nel 1976.

La CSL 'Batmobile' e il trionfo di Daytona

Le regole IMSA di metà anni Settanta lasciavano ampio margine alle soluzioni aerodinamiche, e la CSL ne fece uso quasi provocatorio: alettoni vistosi, minigonne e uno spoiler posteriore che le valsero presto il soprannome di 'Batmobile' tra i piloti e il pubblico dei circuiti americani. Peter Gregg, pilota-imprenditore già famoso per la sua Brumos Porsche, passò al volante della coupé bavarese proprio in quegli anni, portando alla causa BMW l'esperienza di chi conosceva bene l'endurance americana. Nel 1976 quella combinazione pagò nel modo più clamoroso: la CSL #59 vinse la 24 Ore di Daytona davanti a prototipi con budget e potenza superiori, una delle rare occasioni in cui una vettura derivata dalla serie ha battuto macchine da corsa pure sulla distanza delle 24 ore.

Minichamps in scala 1:18 e il suo posto in vetrina

Minichamps affronta il soggetto con la cura tipica delle sue riproduzioni da competizione: la carrozzeria diecast riprende con precisione le appendici aerodinamiche che resero la CSL immediatamente riconoscibile, dalle minigonne laterali allo spoiler a coda alta, mentre la livrea IMSA con numeri e sponsor dell'epoca è applicata con tamponatura pulita, senza sbavature visibili nemmeno da vicino. Il peso della base zama restituisce la sensazione solida che il diecast garantisce rispetto alle alternative in plastica, e le portiere apribili lasciano intravedere l'abitacolo semplificato tipico di una vettura da competizione. Non è un pezzo per chi cerca l'iperdettaglio della resina artigianale, ma per il prezzo offre una lettura corretta e godibile di una delle BMW da corsa più amate. In una vetrina dedicata al touring car americano degli anni Settanta dialoga bene con le Porsche e le Corvette che ne furono rivali dirette in IMSA.

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