Lancia Stratos HF #6 B. Waldegård / H. Thorszelius Rally Monte Carlo 1976 IXO 1:18
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Specifications
About the Lancia Stratos HF #6 B. Waldegård / H. Thorszelius Rally Monte Carlo 1976 IXO 1:18
Björn Waldegård era, nel 1976, uno dei migliori piloti rally del mondo — un campione svedese capace di vincere su qualsiasi superficie, dal ghiaccio scandinavo all'asfalto alpino. Quando Lancia lo schierava alla guida della Stratos HF #6 al Monte Carlo, non era un'entrata secondaria: era la seconda punta di un team che puntava a dominare la gara con due vetture. Questo IXO Lancia Stratos HF 1:18 documenta quella presenza in diecast, con la livrea Alitalia rosso-verde identica nella struttura a quella del compagno Munari ma distinta per numerazione e specifiche equipaggio.
Björn Waldegård e il Lancia Stratos HF — Lo Svedese al Volante Italiano
Waldegård aveva già dimostrato di saper vincere al Monte Carlo prima di approdare a Lancia, con risultati su vetture diverse che ne evidenziavano la versatilità tecnica. Con la Stratos HF, dispone di uno degli strumenti da competizione più efficaci mai costruiti per il rally — una vettura che Cesare Fiorio aveva disegnato per vincere il campionato del mondo con la stessa determinazione con cui Ferrari costruisce le sue Formula 1. L'abbinamento con Hans Thorszelius, navigatore svedese con cui Waldegård collaborava stabilmente, portava alla #6 una fluidità di comunicazione che su strade di notte, con note di percorso dettate ad alta voce tra i tornanti alpini, vale quanto il talento alla guida.
La presenza di Waldegård nel team Lancia al Monte Carlo 1976 racconta una scelta precisa della direzione sportiva: affidarsi al campione straniero come contrappeso tattico all'asso di casa Munari. Se Munari gestiva la gara dall'interno della cultura rally italiana, Waldegård portava uno stile di guida nordico — più paziente nella gestione delle gomme, più conservativo nei passaggi ad alto rischio — che su un evento di quattro giorni come il Monte Carlo poteva rivelarsi determinante nelle prove finali.
IXO 1:18 e la Rappresentazione del Team Lancia al Monte Carlo 1976
La #6 e la #10 condividono su questo modellino la stessa base costruttiva: diecast in lega di zinco, livrea Alitalia stampata tramite tampografia, portiere apribili con accesso all'abitacolo in specifica da gara. La distinzione tra i due pezzi sta esattamente dove sta nella realtà: numerazione, dati pilota, e le piccole differenze nei posizionamenti grafici specifici dell'equipaggio che IXO riproduce correttamente. Chi ha già il modellino di Munari e Maiga riconoscerà la Stratos di Waldegård come lo stesso mezzo in configurazione parallela — stessa gara, stesso team, stesso produttore di modellini, pilota diverso.
La Stratos HF misura a 1:18 circa 20-21 centimetri — più compatta di qualsiasi berlina sportiva della stessa scala, e questa proporzione in vetrina è uno dei suoi punti di forza visivi. Due Stratos affiancate occupano lo spazio di una singola vettura moderna 1:18 di grandi dimensioni, permettendo di esporre il team al completo senza sacrificare troppo spazio al resto della collezione. La livrea Alitalia, replicata su entrambe, crea una coerenza cromatica immediata anche a chi guarda la vetrina senza conoscere i dettagli della gara.
Due Stratos in Vitrina — Il Team Lancia 1976 al Completo
Per i collezionisti di automodellismo italiano, la coppia #10 Munari e #6 Waldegård al Monte Carlo 1976 è una delle composizioni espositiva più significative nel rally classico: due eroi dell'epoca d'oro, una livrea tra le più riconoscibili nella storia dello sport automobilistico, un evento che è rimasto nel cuore dell'identità sportiva italiana decenni dopo. IXO rende possibile questa composizione con due modellini della stessa serie, prodotti con la stessa fedeltà al formato e alla livrea dell'evento.
Il modellino di Waldegård è il complemento naturale a quello di Munari — non un doppione, ma la seconda metà di una storia che si racconta solo con entrambi. Singolarmente, la #6 è la Stratos di un campione in una gara di altissimo livello. Insieme alla #10, diventa la rappresentazione del momento in cui Lancia schierava la squadra più forte della storia del rally classico sulle strade che conosceva meglio.