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Epoca

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I modellini auto per epoca sono il modo più naturale per trasformare una passione in un racconto: non una semplice fila di miniature, ma una timeline di stile, tecnica e cultura automobilistica. Sfogliare per decenni significa vedere come cambiano le proporzioni, i dettagli di carrozzeria, le soluzioni meccaniche e persino il “carattere” delle auto: dal romanticismo delle carrozzerie prebelliche alla purezza delle sportive anni ’60, dalla rivoluzione aerodinamica degli anni ’80 fino alle moderne supercar ibride. In questa categoria puoi orientarti per periodo, scegliere la scala che preferisci e confrontare approcci produttivi diversi—diecast con parti apribili, modelli “sealed” più filanti, oppure resina pensata per la massima fedeltà delle forme.Decenni e linguaggi del design: quando l’auto cambia volto Collezionare per era mette al centro l’estetica e l’atmosfera. Le auto d’anteguerra e del primissimo dopoguerra parlano una lingua fatta di parafanghi separati, cofano lungo e cromature importanti: pezzi che, in vetrina, sembrano oggetti d’arredo oltre che miniature. Con gli anni ’50 arrivano proporzioni più “pulite” e ottimistiche, mentre gli anni ’60—il decennio che molti considerano l’età dell’oro—portano leggerezza visiva, sportività e un equilibrio quasi musicale tra superficie e dettaglio: prese d’aria sottili, fanali più integrati, interni essenziali e la nascita di icone che ancora oggi definiscono il gusto. Gli anni ’70 raccontano la transizione: norme, sicurezza, nuove architetture, e spesso linee più tese. È un’epoca affascinante per chi ama i contrasti, perché convivono gran turismo raffinate e sportive più “dure”, con aerodinamica ancora in evoluzione. Poi arrivano gli anni ’80, dove il collezionista trova un’esplosione di personalità: spigoli, appendici, carreggiate larghe, cerchi importanti e quell’idea di prestazione che diventa immagine. Gli anni ’90 perfezionano: superfici più arrotondate, tecnologie più mature, e una qualità percepita che—nelle repliche migliori—si vede nei dettagli di fanaleria, nelle trame delle griglie e nelle finiture dell’abitacolo. L’era moderna, infine, è l’epoca della complessità: aerodinamica funzionale, fibra di carbonio a vista, splitter e diffusori che, in scala, richiedono stampi e verniciature di alto livello per risultare credibili e non “grossolani”.Modellini auto d’epoca in scala: scegliere il formato giusto per il periodo Quando si parla di modellini auto d’epoca in scala, la scelta del formato cambia radicalmente l’esperienza di collezione. In scala 1:18 un’auto diventa protagonista: le proporzioni si leggono da lontano, la vernice mostra profondità, e i dettagli—cornici dei finestrini, badge, texture dei sedili—possono essere realmente “vissuti” con lo sguardo. È la scala ideale per i decenni in cui la carrozzeria è scultura, perché la presenza fisica amplifica l’eleganza di un cofano lungo o la tensione di un passaruota pronunciato. Molti collezionisti scelgono la 1:18 per costruire una “galleria” di pochi pezzi iconici, ognuno con spazio e luce dedicati. La scala 1:43 è invece la lingua della completezza: perfetta per chi vuole raccontare un’epoca attraverso molte varianti—serie speciali, diverse annate, versioni da gara e stradali—senza sacrificare la coerenza del display. In 1:43 si costruiscono linee del tempo convincenti: una mensola può diventare un decennio, una vetrina una storia. La scala 1:64, infine, è la scelta della narrazione rapida e della varietà: ideale per collezioni tematiche molto ampie, per diorami e per chi ama vedere decine di silhouette diverse in poco spazio. Ogni scala, quindi, non è solo una misura: è un modo diverso di vivere la stessa era.Diecast e resina: due filosofie, una sola ossessione per la fedeltà All’interno di una categoria organizzata per periodo, il confronto tra materiali diventa prezioso. I modelli diecast in metallo, soprattutto in 1:18, possono offrire una sensazione “meccanica” che ricorda il vero: peso in mano, verniciature spesso molto profonde e, quando presenti, parti apribili che permettono di entrare nell’auto—porte, cofano, talvolta bagagliaio. Questo approccio è particolarmente appagante con le auto di epoche ricche di dettagli interni: plance con strumenti analogici, volanti sottili, rivestimenti classici e cromature che in scala, se ben rese, fanno la differenza. I modelli in resina nascono invece per la fedeltà delle forme e delle linee: superfici più pulite, giunzioni più “invisibili”, profili aerodinamici che restano corretti senza compromessi legati a parti mobili. È una filosofia che si sposa benissimo con le ere più moderne, dove splitter, diffusori, prese d’aria e appendici sono complesse e devono risultare sottili. Nel mercato italiano, inoltre, la resina premium ha un valore quasi identitario: produttori come BBR, Looksmart e MR Collection sono parte della cultura del collezionismo, perché portano in scala quella cura quasi artigianale che molti appassionati associano al “saper fare” italiano. Per chi vuole un pezzo da vetrina impeccabile, soprattutto su supercar e serie limitate contemporanee, la resina è spesso la strada più convincente.Costruire una collezione per era: criteri, coerenza e “storie” da esporre Collezionare per decennio permette una curatela molto personale. C’è chi costruisce la propria collezione seguendo l’evoluzione di un tema—la nascita delle supercar, l’era dei grandi gran turismo, l’esplosione dell’aerodinamica—e chi invece segue un filo emotivo: l’auto del poster in cameretta, la macchina vista per la prima volta a Monza, il modello associato a una Mille Miglia “sognata” o a una Targa Florio raccontata dai nonni. In tutti i casi, la coerenza nasce da pochi criteri chiari: scegliere una o due scale principali, mantenere una palette di colori che non “litighi” in vetrina, alternare stradali e competizione con equilibrio, e decidere se privilegiare l’accuratezza assoluta (resina premium) o l’esperienza più “aperta” e interattiva del diecast. Un metodo efficace è creare micro-collezioni: per esempio, tre o quattro auto simbolo di un decennio, ognuna rappresentativa di un’idea diversa—design, innovazione tecnica, prestazione, cultura pop. In questo modo anche una vetrina piccola diventa un racconto completo. Chi ha spazio può invece costruire una timeline ampia: anni ’50 su una mensola, anni ’60 su un’altra, fino all’era moderna, con una progressione che si legge a colpo d’occhio. E per dare “anima” al display, molti collezionisti aggiungono elementi sottili: una stampa d’epoca, una foto del modello reale, oppure una targa descrittiva con anno, serie e contesto—piccoli dettagli che trasformano i modellini in una collezione con voce propria.Qualità da collezione: cosa osservare quando confronti modelli dello stesso periodo Quando sfogli una categoria per era, spesso ti trovi davanti a soggetti simili interpretati in modi diversi. Qui entra in gioco l’occhio del collezionista. Valuta la correttezza delle proporzioni (altezza del tetto, sbalzi, inclinazione del parabrezza), la qualità della verniciatura (buccia d’arancia, profondità, uniformità), la fedeltà di cerchi e pneumatici (spalla, diametro, finitura), e la resa di fari e fanali—un punto critico soprattutto su auto anni ’80-’90, dove l’ottica è parte dell’identità. Negli interni, anche senza apribilità, conta la precisione: colori coerenti, decal strumenti nitide, trama dei sedili credibile. Se cerchi un modello “definitivo”, i produttori premium in resina tendono a offrire la massima pulizia di linea e una resa molto fedele delle finiture, mentre nella fascia più accessibile puoi privilegiare la varietà e costruire una collezione ampia senza rinunciare al piacere della vetrina. Nella fascia intermedia, marchi come Minichamps e Norev sono spesso una scelta equilibrata per coprire interi periodi con buona accuratezza e disponibilità di soggetti. A seconda dell’era, cambiano anche le priorità: sulle classiche, cromature e dettagli sottili; sulle moderne, carbonio, aerodinamica e precisione delle superfici.Dall’emozione alla scelta: esplora l’era che parla di te La bellezza di una categoria “Era” è che non ti impone un marchio o un tipo di auto: ti invita a scegliere un tempo, un’atmosfera. C’è chi trova poesia negli anni ’60, chi ama l’energia senza compromessi degli anni ’80, chi cerca la tecnologia estrema delle hypercar contemporanee. Qualunque sia la tua epoca del cuore, esplorare per decenni aiuta a confrontare modelli, materiali e scale con più consapevolezza e a costruire una collezione che non sia solo “bella”, ma anche coerente, personale e raccontabile. Scorri la selezione, filtra per scala e produttore, e lasciati guidare dal periodo che vuoi portare in vetrina.
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